Quando è stata scattata la prima fotografia?

La prima fotografia della storia venne scattata nel 1826 da Joseph Nicéphore Niépce.
L’immagine si chiama View from the Window at Le Gras e rappresenta ciò che Niépce vedeva dalla finestra della sua casa a Saint Loup de Varennes, in Francia.
È un’immagine sorprendentemente semplice, ma rivoluzionaria.
Segna l’inizio della fotografia come la conosciamo oggi.

La tecnica utilizzata da Niépce si chiamava eliografia.
Per ottenere la foto, rivestì una lastra di peltro con bitume di Giudea, una sostanza che indurisce quando è esposta alla luce.
Per impressionarla servì un’esposizione lunghissima, stimata tra 8 e 12 ore, motivo per cui nella foto la luce sembra provenire da più direzioni.
È una delle curiosità più affascinanti: il sole in pratica illuminò la scena sia al mattino sia al pomeriggio.

Un’altra curiosità è che per anni la foto fu quasi dimenticata.
Solo nel XX secolo venne restaurata e studiata in modo approfondito.
Oggi è conservata all’Università del Texas, ad Austin.

Dopo questa prima rivoluzione arrivò Louis Daguerre, collaboratore di Niépce, che nel 1839 presentò il dagherrotipo, un processo molto più rapido e nitido.
Fu il vero inizio della fotografia come strumento popolare.
Le prime persone fotografate erano costrette a restare immobili per minuti interi.
Per questo motivo i ritratti dell’epoca hanno espressioni rigide e posture assolutamente ferme.

Un dettaglio curioso è che la prima fotografia in cui compare un essere umano fu scattata per caso.
Daguerre stava fotografando Boulevard du Temple a Parigi.
La strada era piena di persone, ma l’esposizione lunga cancellava chiunque si muovesse.
L’unico a restare “impresso” fu un uomo che stava facendosi lucidare le scarpe.
È diventato il primo uomo fotografato nella storia senza volerlo.

Da quel primo scatto del 1826 ai sensori digitali moderni è passato meno di un secolo e mezzo, ma il principio è rimasto lo stesso.
Catturare la luce e trasformarla in memoria.

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