Perché in alcune foto il cielo appare viola o arancione invece che blu?

A volte capita di scattare una foto e accorgersi che il cielo, invece di essere azzurro, assume una tonalità insolita: violacea, arancione o persino rosata.
Non si tratta di un difetto del sensore o di un errore casuale, ma di un insieme di fenomeni ottici, atmosferici e tecnici che influenzano il modo in cui la luce viene catturata.

La temperatura del colore e il bilanciamento del bianco

Ogni sorgente luminosa emette una luce con una diversa temperatura colore, misurata in Kelvin (K).
La luce diurna è neutra (intorno ai 5500 K), mentre quella al tramonto è più calda, ricca di toni aranciati.
Le fotocamere digitali cercano automaticamente di compensare queste variazioni attraverso il bilanciamento del bianco, regolando la tonalità generale dell’immagine per mantenere un colore naturale.
Tuttavia, quando la luce cambia rapidamente — come all’alba o al tramonto — il bilanciamento automatico può sbagliare, rendendo il cielo troppo arancione o violaceo.

L’influenza dell’atmosfera

L’atmosfera terrestre gioca un ruolo fondamentale nel colore del cielo.
Durante le ore centrali del giorno, la luce solare attraversa uno strato sottile di aria, e le molecole diffondono soprattutto le lunghezze d’onda corte, cioè quelle blu.
Ma al tramonto o all’alba, la luce attraversa uno spessore d’atmosfera molto maggiore.
Le lunghezze d’onda più corte (blu e violetto) vengono disperse, lasciando passare solo quelle lunghe, come il rosso e l’arancione.
È lo stesso motivo per cui il sole sembra rosso quando tramonta.
In presenza di smog, sabbia sahariana o umidità, le particelle sospese amplificano ancora di più questo effetto, creando cieli spettacolari e colorati.

Filtri, sensori e dominanti cromatiche

Alcuni obiettivi e sensori fotografici reagiscono in modo diverso alla luce.
I filtri polarizzatori, ad esempio, intensificano il contrasto e la saturazione, ma se inclinati male possono alterare il colore del cielo rendendolo più scuro o violaceo.
Anche i filtri ND graduati o i vetri protettivi economici possono introdurre dominanti cromatiche indesiderate.
In post-produzione, un eccesso di saturazione o di “vibrance” può accentuare il fenomeno, spostando i toni naturali verso colori più irreali.

Come correggere il problema

Per ottenere un cielo con tonalità realistiche, il fotografo può:

  • Impostare manualmente il bilanciamento del bianco, scegliendo il valore in Kelvin più adatto (tra 5000 e 6000 K per luce neutra).
  • Scattare in formato RAW, così da regolare il bilanciamento del bianco in post-produzione senza perdita di qualità.
  • Evitare filtri economici o polarizzatori di bassa qualità.
  • Controllare l’istogramma e le dominanti colore durante l’editing per non esasperare le tonalità.

Quando l’effetto diventa creativo

Molti fotografi scelgono di non correggere affatto questi colori, ma di sfruttarli a proprio vantaggio.
Un cielo viola può trasmettere mistero, mentre un tramonto arancio intenso comunica calore e nostalgia.
La fotografia, in fondo, non è solo riproduzione fedele della realtà, ma anche interpretazione.
Il colore del cielo diventa così un elemento espressivo, capace di influenzare l’emozione e il messaggio dello scatto.

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